Hamra Abbas: Vivo per l'arte. Vivo con l'arte.

Sculture, video, foto, miniature. Riuscirò a guadagnare con le mie opere?

Ok ok, non sarete certo sorpresi!

Nell’articolo precedente ho detto addirittura che le cover possono essere una forma d’arte (anzi, una forma d’arte anche profittevole visto che la collaborazione con Fulvio sta andando più che bene! quindi perchè non possono essere arte anche i murales?
La mia passione più grande è da sempre quella per l’arte, lo sapete. Ma attenzione: quando parlo di arte, sebbene io viva grazie a dipinti e sculture, e nonostante, quindi, il mio interesse principale verta nella scultura e nella pittura, mi riferisco a tutto ciò che si può includere nella parola arte, che, vi assicuro, è molto più variegata di quanto non si possa pensare o immaginare.
Qualche anno fa, quando mi spostai a Milano per un incontro di lavoro che fu poi uno degli incontri più importanti e più fruttuosi di tutta la mia esperienza artistica e lavorativa (ho scritto un articolo anche su questo!), mi capitò di imbattermi in un murales, di cui, devo dire la verità, inizialmente non apprezzai quasi nulla, anzi, tutto il contrario.
Faticavo a vedere in quell’orrendo murales una qualunque forma di arte o di comunicazione.
Il murales che avevo incrociato mentre mi dirigevo nel locale in cui avrei incontrato il critico d’arte che aveva mostrato apprezzamento per i miei lavori, mi sembrava poco interessante, e detto sinceramente mi era apparso anche poco vivo: sembrava che l’artista – anzi, in realtà artista era già una parola grossa, per definire chi aveva creato il murales – non volesse offrire nessuna comunicazione al mondo, ma semplicemente “sporcare” la parete. Per l’appunto, era la parete di una scuola, che io trovavo deturpata e a dir poco imbrattata (ed imbruttita).
Non me ne vogliate, non sono mai stata il tipo di persona e di artista che rigetta le forme d’arte altrui, ma a me, i murales, proprio non piacevano: li trovavo brutti, poco interessanti (o per nulla), e spesso volgari e disdicevoli. Li trovavo una forma di offesa al decoro pubblico, e sinceramente mi dava molto fastidio quando sentivo parlare miei coetanei e fare nomi di artisti di murales di cui io disconoscevo totalmente il “talento”.
Però, quel giorno, parlando con il critico d’arte che mi aveva chiamato per avere un incontro conoscitivo, ebbi modo di ricredermi. È vero, molti murales – che in realtà si spacciano come tali – sono esteticamente poco piacevoli, ma quando si incontra il vero talento lo si riconosce subito, anche attraverso l’uso dei colori e dei disegni in una parete pubblica. E ciò che più mi fece riflettere è che un murales è spesso una forma di comunicazione accesa, non intima ma piuttosto diretta, con il mondo intero: un po’ come voler dire “Io sono qui, non ho paura di essere criticato, non ho paura di mostrare al mondo chi sono e cosa faccio, e adesso ve lo mostro con i miei colori!”
Poco a poco iniziai a cercare informazioni su artisti di murales più o meno conosciuti, e mi bastò fare una semplice ricerca online per vedere ed apprezzare dal vivo la capacità nell’uso delle forme e dei colori di molti artisti di murales.
Ed ecco che oggi, anche se non ho totalmente cambiato idea, mi piace soffermarmi nei luoghi che visito per scorgere, sulla parete di una stazione o di una scuola, un murales, per capire, anche attraverso di esso, la storia che quel muro racconta.

Ecco a tal proposito alcuni dei murales più belli. Anche se non li ho visti dal vivo, li ho semplicemente cercati su Google. Li voglio mostrare ugualmente per far vedere anche ai più scettici come ci sia del bello ovunque nel mondo 🙂

murales belli per il mondomurales e arte animale

 

 

 

 

 

 

donnagallery_4a81d8d8a26f5_murales